Il Patrono San Vitaliano

 

Cenni della vita di san Vitaliano

San Vitaliano nacque a Capua antica (attuale S. Maria Capua Vetere) verso la seconda metà del settimo secolo.

Eletto Vescovo di quella Città (693-718), per le sue eccelse virtù, fu ben presto preso di mira da uomini malvagi che lo calunniarono e lo perseguitarono. Messo in un sacco di cuoio fu gettato in mare, ma il Signore lo salvò e per questo delitto punì la città di Capua antica con siccità e mortalità. I capuani, pentiti, implorarono il perdono del Santo, che non mancò di esaudirli e di pregare per loro.

Subito una pioggia consolatrice irrorò la Città, portando via ogni malanno. Il Santo, dopo questa grande prova, si trasferì da Capua antica a Casola, per costruirvi un eremo.

Iniziò il lavoro a cui diede un contributo fondamentale -secondo la leggenda – un lupo ammansito che aiutava il Santo trasportando le pietre di tufo. Qui visse per dieci anni in penitenza e in santità. La sua cella divenne ben presto centro di preghiera e meta di pellegrini, che vi accorrevano da ogni parte, per ricevere grazie e consigli dal Santo Eremita. Successivamente si ritirò a Montevergine, dove edificò una chiesetta in onore della Madonna, con accanto una celletta per il suo giaciglio. Ivi morì il 16-17 di uno dei primi anni dell’ottavo secolo. Le sue reliquie, secondo la tradizione, vennero portate nella Cattedrale di Catanzaro nel 1122 da papa Callisto II e sono conservate nel busto d’argento del Santo.

San Vitaliano viene festeggiato solennemente il 16 luglio in una ricorrenza assai sentita e partecipata.